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Come lavare e rigenerare efficacemente i vinili e come "liberarli dalla droga del nefasto "Lencoclean"

 

Come lavare e rigenerare efficacemente i vinili e come "liberarli" dalla droga del nefasto "Lencoclean".

A cura di Roberto Battistutto

 

Salve a tutti,

sono al secondo scritto per il Blog dell'egregio Max Masotti, dopo la recensione dei cavi di segnale Omega Audio Pico Extra pubblicata ad inizio Novembre 2016.

Questa volta non si tratta di una prova/recensione, ma di una esperienza vissuta in prima persona, che vorrei trasmettere ad eventuali interessati.

Il tema è quello del lavaggio dei vinili (gli "ellepi" di una volta), perciò se usate solo sorgenti digitali o musica "liquida", potete anche non leggere il prosieguo.

Sul web, nei vari forum, si leggono i metodi più fantasiosi, da improbabili liquidi miracolosi, a costose macchine lavatrici, dal sapone liquido per piatti, al Vinavil (sì, ho letto anche questo !).

Ma andiamo con ordine:

 

Tipicamente i vinili possono essere afflitti da tre tipi di problemi:

A.    danni meccanici, es. abrasioni, graffi e altri danni da interferenza meccanica

B.    sporco, ...tipicamente parliamo di polvere, anche se col termine "polvere" si possono individuare molte nature di micro-sporcizia presenti nell'aria, le quali possono sedimentare sulla superficie del disco ed in particolare nei solchi

C.    quella stramaledetta pellicola trasparente che si viene a creare sui solchi dopo aver suonato un vinile col sistema Lenco Lencoclean. Ma qui dobbiamo aprire una parentesi (*).

 

(*)    alla fine degli anni 70 la Lenco, produttore svizzero di giradischi e altro, introdusse il sistema Lencoclean, composto da un braccetto bilanciato (dotato di spazzolina e serbatoio) da montare in un angolo del giradischi, e da un liquido miracoloso chiamato Lencoclean. Il braccetto si appoggiava sul disco in modo che la spazzolina rilasciasse sullo stesso una quantità calibrata di "fluido magico" e allo stesso tempo spazzolasse la superficie del disco in rotazione. Ciò avveniva contestualmente alla lettura del microsolco da parte dello stilo della testina, perciò quest'ultimo riceveva in dono i solchi ben lubrificati ed incredibilmente puliti. A completare il miracolo, il braccetto (e quindi la spazzolina) avanzava sincronamente con la testina, fino alla fine della facciata.

Il risultato era davvero eccezionale: tutti gli scricchiolii causati dallo sfregamento della puntina con il solco venivano significativamente attenuati, ...perfino cancellati. In sostanza, il rapporto S/N ne traeva un vantaggio evidentissimo.

Purtroppo però c'era il "rovescio della medaglia". Dopo la sua evaporazione, il liquido magico lasciava una "pellicola" sui solchi. Sebbene sottilissima e trasparente, essa rendeva praticamente impossibile ri-suonare il disco senza riutilizzare ancora il Lencoclean.

Attenzione: ho appena descritto una situazione di dipendenza ! In sostanza, da quel momento i dischi erano "drogati", ed il magico fluido diventava un irrinunciabile MUST !

All'epoca, vittima io stesso dell'inattesa "stregoneria" Lencoclean, mi misi ad indagare, ...e scoprii che il liquido era composto da:

-     una stragrande percentuale di acqua demineralizzata (...immagine della purezza)

-     una moderata percentuale (credo circa il 10-15%) di alcol isopropilico (detto anche 2-propanolo C3H8O), composto molto volatile, ...di cui non preoccuparsi.

-     ...qualcos'altro di non ben definito

Ebbene, ...quel "qualcos'altro" causava la formazione e la sedimentazione della pellicola nei microsolchi. Una volta che ciò era avvenuto, era IMPOSSIBILE riascoltare il disco senza il liquido: lo stilo della puntina, non potendo raggiungere le pareti a "V" del solco ricoperto dalla pellicola, si trovava a "vagare" disordinatamente più in alto, producendo un'insopportabile distorsione, ed in molti casi perfino saltando di solco. Inoltre la puntina si sporcava molto rapidamente !

Decisi di porre rimedio, e mi impegnai per produrre artigianalmente un liquido simil-Lencoclean ma composto SOLO da acqua demineralizzta e da un 10-15% di 2-propanolo (acquistato in drogheria). Quel dannato "qualcos'altro" doveva essere sconfitto e debellato !

Testai la mia soluzione e ne fui entusiasta: funzionava benissimo anch'essa !

Questo significava che l'acqua demi e l'alcol erano in grado di DISCIOGLIERE egregiamente la mortifera pellicola di cui sopra ! Bene, ...mi dissi !

Tuttavia, quando essa evaporava, la pellicola si riformava e si ridepositava sui solchi !!!

 

Passai alla seconda fase: SOLO acqua demi nel serbatoio del braccetto Lencoclean !

La speranza era che applicazioni successive di sola acqua demi potessero "ripulire", "spurgare" gradatamente i solchi una volta per tutte dalla dannata pellicola !

 

Purtroppo mi ero illuso. come accadeva col liquido originale, l'acqua demi scioglieva, sì, benissimo la pellicola, e la puntina "leggeva" un microsolco pulitissimo e perfettamente lubrificato, ...ma ad evaporazione dell'acqua avvenuta, la pellicola ricalava le sue malvagie ombre sui miei poveri solchi.

 

Ci provai per anni e anni, ...poi dovetti arrendermi....

 

 

Ma torniamo a noi e alla recente esperienza di cui vi voglio parlare !

Abbiamo definito i danni: A., B. e C.

Dico subito che per i danni A. non possiamo farci proprio niente !

Concentriamoci allora su B. e C.

 

E' noto che l'acqua demineralizzata (...per cortesia, non pensiamo neppure all'acqua "di rubinetto" !) è molto efficace per lavare i dischi. Vi posso garantire che discioglie efficacemente sia B. sia C., "tirandoli fuori" dai solchi e portandoli in sospensione acquosa vagante sopra i solchi.

Ma affinché tutto lo sporco o tutta la pellicola, o entrambi siano disciolti, ci vuole del tempo, diciamo 1 o 2 ore, ok ?

E come facciamo a lasciare i solchi immersi in acqua per tutto quel tempo senza bagnare l'etichetta di carta ?? E' vero ! come facciamo ?

Pensai a mille stratagemmi, ...ma più pensavo più la cosa era irrisolvibile o esageratamente impegnativa e lunga, ...finché decisi di tentare un'altra strategia, e mi posi una domanda ben precisa: 

"le etichette di carta si staccano o no dopo due ore in ammollo ?"

 

Identificai un LP "sacrificabile" (...non menziono l'artista per obbligo di rispetto), presi un contenitore di dimensioni sufficienti e vi versai dentro 5 litri di acqua demi (0,85 Euro all'EuroSpin di Passons). Vi immersi il disco e tornai dopo 3 ore:

l'etichetta era al suo posto, ben aderente al disco, ...certo, visibilmente inzuppata, ma integra e ben ancorata. Basta asciugarla e sarà perfetta come prima !

 

Accertata la possibilità di salvezza dell'etichetta mi dedicai a mettere a punto la strategia di lavaggio dei miei 200 LP circa.

 

Ok, esaminiamo la situazione: abbiamo lasciato un certo numero di dischi in ammollo in acqua demi per 2-3 ore; lo sporco (B.) e la pellicola Lencoclean (C.) sono entrambi disciolti e "fluttuano" nuotando sopra i microsolchi ora pulitissimi (!). Momento propizio !

Cosa facciamo adesso ? Come sfruttiamo questa imperdibile opportunità ?

Risposta:

dobbiamo rapidamente allontanare l'acqua dalla superficie del disco, ed assieme ad essa tutto ciò che contiene in sospensione, cioè B. e C. Il risultato sarà il disco pulito e non più drogato dalla odiosa pellicola ! Bingo !, ma come facciamo ?

Semplice: aria compressa a circa 5-6 atmosfere, opportunamente spruzzata sulla superficie del disco ! Dopodiché dovremo solo attendere la completa asciugatura e la ri-introduzione dei dischi negli sleeve di copertina.

 

Quanto appena descritto è l'estrema sintesi, ...ma vediamo come operare in modo pratico, step by step, ok ?

 

Innanzitutto avrete capito che serve un compressore d'aria (v. foto), anche piccolo (es. un serbatoio d'aria da 25 litri ed una motopompa da circa 1.5 HP vanno bene). Se non l'avete e non potete procurarvene uno, purtroppo per voi siamo al capolinea.

 

Poi serve un contenitore per l'acqua distillata (in ogni sessione di lavaggio ho lavato circa 40 dischi consumando 10 litri di acqua demi per volta). Io ho utilizzato un contenitore per capi di abbigliamento, con coperchio (v. foto). Le dimensioni consentono di ospitare due pile adiacenti di LP.

 

Poi serve un pennello ultra-morbidissimo per spazzolare i solchi nel loro senso, cioè in cerchio.

Consiglio uno di quei pennelli (veramente soffici) che usano le donne per mettere il fard sulle guance. Io me ne sono procurato uno nuovo a sezione tonda e tronco-conica da circa 5 cm di diametro della Acca Kappa), morbidissimo, anche più dei pennelli per schiuma da barba in pelo di tasso !

 

Poi serve un posto in cui si possa tenere il compressore (circa ad ogni disco trattato il pressostato lo fa ripartire per la ricarica) e in cui si possa spruzzare via l'acqua dalla superficie dei dischi. In sostanza, non è certo un lavoro da fare in soggiorno, forse la cantina o il garage, ...ma io ho eletto come posto ideale la mia terrazza antistante via Martignacco (v. foto).

 

Si tolgono i dischi dalle cover, uno ad uno, e si mettono in ammollo in orizzontale, uno sopra l'altro; l'extra spessore nella zona dell'etichetta evita che le superfici "solcate" si "appiccichino" tra loro.

Durante l'ammollo conserviamo le copertine e le inner-sleeve in modo ordinato, per la successiva fase di riaccoppiamento post-lavaggio ed asciugatura.

 

 

Regoliamo la pressione di uscita del compressore a circa 5 atmosfere (bar). Usiamo una comune pistola per soffiaggio.

 

Trascorso il tempo di ammollo, estraiamo delicatamente il primo disco e lo teniamo con la tecnica consolidata del pollice sul bordo e delle altre 4 dita sull'etichetta sottostante.

Attenzione: l'etichetta è davvero inzuppata ed è delicata, ...riserviamole perciò un trattamento adeguato.

 

A questo punto passiamo la superficie col pennello di cui sopra, nel senso dei solchi, delicatamente, risciacquando (...anche solo immergendo) il pennello in acqua più volte.

Non serve perdere molto tempo qui, abbiamo solo l'obiettivo di rimuovere dai solchi lo sporco già disciolto.

 

Riponiamo il pennello in un bicchiere pieno di acqua demi, e ri-immergiamo brevissimamente il disco, a mo' di risciacquo, ...una semplice immersione.

 

A questo punto, tenendo il disco come detto sopra, spruzziamo l'aria sui solchi da una distanza di circa 5-10 cm, spingendo l'acqua verso il lato opposto a noi, lungo i solchi. Attenzione: mandare via l'acqua dall'etichetta richiede molta più cautela. Mantenete l'ugello a non meno di 15-20 cm dall'etichetta, pena la possibilità di lacerazione della superficie di carta inzuppata, anche se modesta. Ho provato ad intensificare l'asciugatura dell'etichetta avvicinandomi a pochi centimetri, ...ma ora la mia copia di Ummagumma dei Pink Floyd non ha più il nome di Nick Mason sull'etichetta.

 

Vi avverto subito che noterete qualcosa di inatteso: 5 atmosfere d'aria compressa applicate a 5 cm da una qualsiasi superficie liscia rimuovono istantaneamente tutta l'eventuale acqua ivi presente, ...ma i dischi non sono lisci !!!

Le molecole d'acqua hanno una proprietà, chiamata tensione superficiale, che consiste in una forza di coesione tra le molecole stesse. E' quella forza che trattiene l'acqua in forma di gocce semisferiche, anche su superfici molto liscie come il vetro, invece di lasciarla distribuire uniformemente. E' anche quella forza che ci consente di riempire un bicchiere un po' oltre il bordo, sfruttando il cosidetto "menisco", o di far galleggiare una moneta leggera sul pelo dell'acqua.

 

Ebbene, questa forza fa tenacemente aggrappare le molecole d'acqua ai solchi, i quali, essendo sottilissi ed incredibilmente variegati nel profilo (...la musica), offrono un universo di facili appigli all'acqua stessa.

 

Dopo che avrete tolto il "grosso", anche soffiando da molto vicino nei solchi, riuscirete solo a spostare l'acqua residua di pochi centimetri più avanti, e solo nella direzione dei solchi. Vi sembrerà che l'acqua sia diventata una tenace colla, e che non ne voglia proprio sapere di lasciare una superficie così "confortevole".

In sostanza, vi sembrerà di aver fallito la procedura di lavaggio, ...ma non è così, tranquilli!

 

Asciugate meglio possibile sia i solchi sia l'etichetta (quest'ultima da più lontano, ricordate), e quando il disco è ragionevolmente quasi asciutto (...non perdete più di un minuto per ciascuno però), riponiamolo in verticale da qualche parte, dove possa asciugarsi per normale evaporazione in aria, ma senza contatto coi dischi attigui.

 

Ecco, a questo punto bisogna sapere DOVE metterli. A dir la verità, è meglio pianificare la cosa un po' PRIMA.

Lo scolapiatti sembrerebbe il luogo d'elezione, ma ha una capienza abbastanza ridotta, ...diciamo max. 15-20 dischi, o forse meno.

Lascio a voi decidere su questo punto, in base a ciò di cui disponete in casa. Ricordo solo che i dischi devono stare "in piedi", non devono toccarsi tra loro e non devono ricevere abrasioni.

A casa mia ho trovato un modo, che si vede nella foto qui allegata. Ho sfruttato le "alette" del termosifone del mio soggiorno e vi ho infilato le copertine dei dischi, le quali creano una rastrelliera: i dischi appoggiano sul pavimento di spigolo e di lato sulla relativa copertina. 

Inoltre, sfruttando le copertine si possono tenere i dischi scostati dalle alette del radiatore (potrebbe essere caldo).

L'unico ulteriore accorgimento è di tenere lontani gatti e cani troppo curiosi durante l'asciugatura.

 

Dopo 2-3 ore i dischi dovrebbero essere perfettamente asciutti. E' solo in questo momento che potrete apprezzarne la pulizia ottenuta. I solchi risulteranno lucenti e immacolati, procurandovi notevole soddisfazione.

 

Una ulteriore soddisfazione l'avrete guardando l'acqua a fine sessione di lavaggio: tutto quello sporco in sospensione NON E' PIU' NEI DISCHI !

Nel caso di dischi "drogati" da Lencoclean il risultato sarà eclatante: frammenti di pellicola trasparente ovunque fluttuanti nell'acqua, ...ora per sempre cacciati dai vostri amati solchi.

 

Ora potrete ascoltare con piacere i vostri dischi ripuliti.

 

Per i soli ex-Lencocleanisti, resta tuttavia intesa un'ultima ovvia nota: se ora applichiamo di nuovo il braccetto con spazzolina con SOLO pura acqua distillata, non faremo che migliorare ulteriormente il rapporto Segnale/Rumore, in quanto l'azione lubrificante dell'acqua e la spazzolina, aiuteranno a ridurre ulteriormente i residui "crich", "croch" e "stik" che il granellino di polvere causa inevitabilmente, ...e la polvere è tutta intorno a noi, sempre, ovunque e comunque. Basta guardare un raggio di sole per verificarlo.

 

Fatemi sapere se avete sperimentato il mio metodo e se avete avuto successo.

Io ho ascoltato a campione una decina dei miei dischi lavati, e vanno proprio bene.

 

Buon ascolto, ...e alla prossima !

Roberto Battistutto

 

 

Giovedì, 15 Dicembre, 2016
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