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Prova d'ascolto cavi omega audio Concept a cura di Roberto B.

 

 

Salve
mi chiamo Roberto Battistutto, ho quasi 60 anni e vivo a Udine.
Elettronico di studi (... tecnico razionale e tendenzialmente  scettico nei confronti delle "magie" dell'high-end e dell'esoterismo), audiofilo super-appassionato da più di 40 anni, autocostruttore (...2 ampli integrati stereo e 7-8 coppie di casse), ...e sempre alla ricerca di dove si annida la possibilità di miglioramento.

Conosco Max Masotti (grande persona, tecnico curiosissimo e commerciante di rare qualità!) da quando lavorava da Mattiussi assieme al suo omonimo Righini "da Sunviele", ...e di discorsi sull'hi-fi ne abbiamo fatti tanti. Prevalentemente parlavamo di "casse" (...oggi si chiamano diffusori) poiché le ritenevamo senza ombra di dubbio le principali responsabili del "suono" finale e della personalità della catena audio.

In particolare, io pensavo perfino che gli amplificatori non facessero altro che trasformare un segnale "piccolo" (su carico di molti kilo-ohm) in un segnale "grande" (su carico di pochi ohm), senza distorsione e senza modifiche dello spettro. Peraltro i famosi ampli giapponesi super-controreazionati dei miei anni passati (banda DC-100.000Hz, distorsione 0,0001%) inducevano a leggere la faccenda in questo modo.
Non parliamo poi dei cavi: per me erano solo dei conduttori di rame dal punto A al punto B, di tipo strettamente resistivo in banda audio. Nessunissima influenza sulla timbrica del suono (banda passante, fase, etc.)

Come mi sbagliavo !!!
Cominciai ad accorgermi di quanta personalità potesse esprimere un ampli rispetto ad un altro quando ascoltai (...ed acquistai immediatamente) un due-telai Musical Fidelity degli anni '80. Santo Cielo era vero ! Gli ampli avevano un loro suono ed una loro anima/personalità, percepibile al primo ascolto !

Ci misi un altro po' di anni ad accorgermi che anche le sorgenti potevano suonare meglio o peggio, e che un difetto nascente in sede di sorgente, non era più "compensabile", nemmeno con le "casse" migliori del mondo. Logico, direte voi, ...ok, ma per me era una conquista intellettuale mettere a fuoco questo concetto, sebbene apparentemente banale. Credetemi.

Poi venne la volta dell'ambiente di ascolto ! Sacramento quant'era grande l'influenza della stanza, della sua geometria, della natura delle superfici che la costituiscono (pavimento, pareti e soffitto) e della disposizione degli oggetti (...e qui le "casse" tornavano ovviamente ad essere regine della scena e centro dell'attenzione).
Non avete idea di cosa ho fatto nella mia mansarda da 60m2 in via Martignacco quando ne presi possesso nel 1990: pannelli Isover con lana di vetro alle pareti, sughero sotto il pavimento di moquette, pittura "graffiato" (quella che si da su col "fratàs" per intenderci), e un sacco di altre misure preventive...
La cura ha giovato molto devo dire.

L'ultima puntata dell'evoluzione è del 2016, ed è grazie a Max che l'ho compiuta: parlo dei cavi di segnale.
Oouh !..., capiamoci bene:
nessuno mi sentirà mai dire, ne ora ne in futuro, che un dato cavo "...è più vellutato sulle voci femminili", ...o che "...rivela una punta di asprezza e ruvidezza nella resa dei violoncelli tibetani", ...o che "rende una prospettiva più profonda ed ariosa coi quartetti d'archi bulgari".
"Bullshit" dicono oltreoceano.
Però, ...analizziamo ancora meglio e poniamoci delle domande:
- dov’è la "verità", ...il "massimo ottenibile", ...il "miôr di cusì no si pò" ? Risposta: è nella sorgente, cioè dentro il disco (vinile o CD che sia), ...o dentro il WAV (adesso che va forte la musica "liquida").
- il compito di una catena di riproduzione audio è di portare "la verità" più intatta possibile fino alle nostre orecchie, ...meglio ancora fino al nostro cervello.
- ogni componente della catena avrà quindi il compito solenne di non togliere e non mettere niente; entrambe le azioni (togliere o mettere) saranno da considerare un errore, un peccato, un torto reso alla MUSICA. Giusto ?

Quindi:
- il CD player dovrà leggere meglio possibile, con meno errori possibili
- il DAC dovrà convertire velocemente, puntualmente e interpolando il meno possibile
- l'ampli avrà l'altissima responsabilità di "scalare" la tensione, adattare l'impedenza, conservare la banda, la risposta ai transienti, ....e soprattutto la fase ! Il tutto senza distorcere e rimanendo più "trasparente" possibile. Attenzione: sarà in questo modo che gli riconosceremo l'anima e la personalità di cui parlavo prima, quando cioè lascerà fluire dentro di se la personalità della musica, senza imporre la propria, chiaro ?
- i filtri crossover dovranno metterci tutta la loro buona volontà per ridurre le rotazioni di fase nelle varie sezioni della gamma audio, e per "amalgamare" compiti così difficili e diversi tra di loro: riprodurre basse frequenze con membrane grandi, pesanti e lente, e riprodurre alte frequenze con membrane piccole, leggere e veloci.
- gli altoparlanti dovranno muoversi in fase, in modo rigido, senza flessioni, e senza tentennamenti nei transienti, conservando più possibile coerenza tra di loro
- i mobili delle casse non dovranno risonare, non dovranno permettersi di vibrare e "colorare" la preziosa "linfa" che gli è stata affidata: l'aria che sprigiona suono, ...e forma la musica
- le nostre orecchie dovranno ricevere quel complesso di compressioni e rarefazioni d'aria e dovranno trasformarle in MUSICA per il nostro cervello.

E I CAVI ?
Perché non è ho parlato finora ? Perché è quello che voglio raccontarvi.

Torniamo a Max. Beh, lui è una rarità: non vi parla dei dispositivi che vende per venderveli, ma per farveli apprezzare. Se poi li apprezzate così tanto da decidere di comprarli, beh... meglio. Ma lui avrà già ottenuto una significativa vittoria se li avrete valutati e apprezzati correttamente, assieme, rendendo sacrosanta giustizia ai sensi e alla percezione del messaggio musicale, ...così..., perché è giusto ed appassionante farlo.

Ditemi dove si trova un commerciante che, dopo che gli avete già apertamente dichiarato che 800 euro è un prezzo immorale per due cavetti lunghi 1 metro, vi dice: "Robi, non importa, provali, ...ci tengo a sapere cosa ne pensi". Ragazzi, questa è una preziosa operazione intellettuale, non c'è manovra commerciale, ...perché lui lo sapeva bene che non li avrei comprati, ...ci conosciamo da troppi anni.

Ebbene, vado a casa con due coppie di Omega Audio "The Elements" modello Pico Extra. Tra l'altro siamo al modello base della gamma "The Elements", giusto ?
Vi lascio immaginare il sottile velo di scetticismo che si annidava nella mia testa quando mi sono accinto a fare il test concordato.
Mah..., pensavo, come si fa ad illudersi che si sentano apprezzabili differenze ad orecchio ?

Metto su un disco veramente speciale: si chiama "The Ultimate Demonstration Disk" della Chesky Records americana, ...riprese in studio e incisioni di assoluto livello per assenza di distorsione, dinamica, nitidezza, presenza, naturalezza e ricostruzione spaziale. Superbo, ...lo consiglio veramente a tutti. Uno strumento di test come pochi.

Ascolto 2-3 volte tutto il disco con i miei cavetti G&BL modello "Kakàn Gold Signature" (i friulani avranno colto bene, dal nome del modello, la presumibile qualità dei manufatti), in assoluta concentrazione, quasi al buio, cercando di ricordare più particolari e timbriche possibili.
Stacco i Kakàn e metto i PICO Extra. Ueh ! non è stato per niente facile. I Pico sono grossi e rigidi, inoltre sono più lunghi di quanto a me servirebbe (1 metro contro 50-70 cm) e la lotta per posizionarli e infilarli nelle povere presette RCA dell'ampli e del CDP è stata lunga, dolorosa e intrisa di turpiloquio di vario genere.
Alla fine riparte il Chesky Records:

cosa succede ? .....magia ! Non è possibile ! Tutto prende corpo, dettaglio, presenza, nitidezza e ricchezza timbrica, colore, realismo, ...perfino posizione fissa dei suoni nello spazio davanti a me.
In sostanza: Ana Caram è lì davanti a me, ...canta per me !
Non sto più ascoltando un'impianto, ma sto ascoltando musica, arte, bellezza.
Joe Henderson sta suonando il suo sax tenore nella mia mansarda, ... io non l'ho chiamato, ...ma lui è lì, credetemi. 

Sento le sfumature dell'ottone che sta vibrando e sento perfino il rumore delle chiavi che si chiudono e aprono sotto le sue dita.
Anche coi miei cavi era bellissimo ascoltare Rebecca Pidgeon cantare "Spanish Harlem", ma adesso la sento respirare, articolare le labbra e fremere mentre cambia i registri nella sua gola.

Sacramento, ...incredibile.
Dietro a Sara K. parte una batteria suonata con le spazzole, ...ma adesso si trova OLTRE la parete di fondo della mia mansarda, più lontana, e le spazzole suonano con maggiore discrezione e raffinatezza, senza tuttavia essere in nessun modo ovattate, ...anzi, stanno volando.

 

Poi, non parliamo della dinamica: i suoni di intensità maggiore "decollano" con disinvoltura, naturali, senza alcun minimo senso di fastidio, non c'è quell'effetto simil-clipping che talvolta si sente sui "pieni" musicali, specie con grosse sezioni di fiati. Eppure l'ampli non è aumentato di potenza, e le casse non sono aumentate di efficienza. Mah !?

Dopo aver ascoltato nuovamente 2-3 volte tutto il CD, lasciandomi finalmente andare all'ascolto della musica, senza concentrarmi sulla resa, sui difetti, etc., la domanda che mi faccio è: "ma c'è sempre stato tutto questo dentro il CD, e io non l'ho mai sentito prima ?"
"Perché non veniva fuori dal CD, ...o meglio: perché non arrivava fino agli altoparlanti ?"

 

Semplice:

questi cavi non tagliano, non filtrano, non adombrano, non opacizzano il messaggio, ma lo passano nella sua integrità musicale. Ripeto quello che ho già accennato per l'amplificatore: lasciano fluire la personalità della musica, senza imporre la propria. 

Quello che ascolto ora è significativamente più vicino a quella che deve essere stata la ripresa in studio, è più palpabile e godibile.

I cavi non hanno "mortificato" la scena sonora, l'hanno restituita, senza "tradimenti" e sottrazioni di alcun genere.

 

E allora chiediamoci cosa avevano i miei cavi G&BL di prima, anch'essi conduttori elettrici tanto quanto questi PICO Extra, no ?

Forse avevano una maggiore induttanza serie, causa di ritardi, rotazioni di fase e transienti poco pronti ?

Forse avevano troppa capacità parallela distribuita lungo il percorso, causa di un roll-off verso le alte frequenze e responsabili dello sterminio di tutte le armoniche che tanta giustizia avrebbero potuto rendere alla dolcissima timbrica vocale di quella benedetta di Ana Caram ?

Forse anche la pura resistenza serie non era ai minimi tecnologici ?

Forse il rame di scarsa qualità generava rumore, causa di opacizzazione ?

Non so, ...ma una spiegazione tecnica deve esserci.

 

Se Renato Filippini ha deciso di costruire dei cavi più simili a fruste, utilizzando materiali e tecniche costruttive del tutto speciali, forse è perché è riuscito ad identificare i parametri tecnici (ripeto: tecnici, non parliamo di magia qui, eh ?) che influenzano il segnale in termini di banda, risposta ai transienti, distorsione, fase, ...chissà quali altri aspetti.

 

Confermo che non li ho comprati, perché non riesco ancora a conciliare il loro prezzo con l'essenza elementare della loro funzione primaria: collegare elettricamente A con B.

Però giuro che vorrei tanto averli in casa; il guaio è che a me servono due coppie: CD-Pre e Pre-Finale, quindi doppia spesa.

 

Devo in conclusione dire che è stata un'esperienza davvero interessante, dalla quale ho imparato molto, soprattutto a valutare senza pregiudizio, ascoltando ciò che arriva alle mie orecchie (...e al mio cervello) con la curiosità necessaria per imparare.

 

Se riuscite a conciliare prezzo con funzione, non cercate altri cavi, comprate questi ! Believe me.

Sono decisamente un punto di arrivo, fonte di sicura soddisfazione.

 

Ma poi col tempo, mi raccomando, concentratevi sempre meno sull'impianto, e sempre più sulla musica !

 

Roberto B.

Lunedì, 7 Novembre, 2016
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